L’ebreo Gesù di Nazaret

“Chi incontra Gesù Cristo, incontra l’ebraismo” (Benedetto XVI)
Nell’anno scolastico
1899-1900 il famoso teologo protestante Adolf von Harnack tenne all’università di Berlino un corso
su L’essenza del cristianesimo.
Da quelle lezioni, molto seguite, nacque un libro che ebbe uno straordinario
successo: era il tentativo di staccare il cristianesimo da qualsiasi radice
ebraica. Per il prof. von Harnack il messaggio originario di Gesù non aveva
nulla a che fare con il giudaismo del tempo anzi si opponeva radicalmente
soprattutto ad alcuni movimenti.
Contro questa tesi, che
veniva da una delle figure più influenti della cultura tedesca dell’epoca e
qualche decennio prima della nascita del nazismo, non si levò nessuna voce. Solo un
giovane studioso ebreo di provincia osò opporsi pubblicamente al prof. von Harnack, prima con
una recensione impietosa del libro e poi con il proprio volume, intitolato
polemicamente L’essenza
dell’ebraismo, e che smontava, punto per punto, il teorema del pensatore
protestante. Il giovane rabbino Leo
Baeck riaffermava l’origine ebraica del cristianesimo, rivendicando
orgogliosamente, nella secolare tradizione dei maestri ebrei, il ruolo di Gesù,
vissuto e morto senza mai rinnegare il proprio giudaismo.
Con questa appassionata
risposta von Harnack, Baeck si conquistò un posto di primo piano sulla scena intellettuale del
‘900 e con l’evento del nazismo si adoperò in tutti i modi per sostenere l’identità e la cultura
giudaica. Proprio ne 1938, alle soglie della tragedia finale, pubblicò Il Vangelo: un documento
ebraico. In una delle ore più buie della storia ebraica, Baeck voleva ribadire
il legame indissolubile della società occidentale con il giudaismo, e
richiamare i cristiani alle proprie responsabilità.
Il rabbino Baeck ammirava
Gesù ma rifiutò ogni
proposta di conversione al cristianesimo. Sosteneva che bisognava liberare il
Vangelo dalle incrostazioni dei secoli successivi, da quella vena antigiudaica
che condizionava la corretta interpretazione delle origini del cristianesimo.
Con estrema dignità il rabbino Leo Baeck affrontò l’esperienza del campo di concentramento, a cui riuscì a sopravvivere. Purtroppo
nel 1938 quasi nessuno, in Germania o altrove, ebbe il coraggio di rispondere
al suo accorato appello.
IL RABBINO GESù
“Il rabbi Joshua Ha
nozrì, Gesù
di Nazaret, può
essere a distanza di duemila anni, accostato, onorato, amato dagli ebrei con
libertà di giudizio, nelle sue espressioni e nei suoi atti, e senza nascondere
i contrasti che ha avuto con ambienti del suo popolo, mentre molti dei connazionali
che lo conobbero formarono la sua prima comunità. In molti oggi, tra gli ebrei
e i cristiani, hanno compreso che c’è solo da imparare da questa rilettura
fatta senza pregiudizi”.
tratto da S. Bocchini, 175 schede tematiche per
l’insegnamento della religione nella scuola superiore, EDB, Bologna 2010, pag.
279

