Cos’è la Bibbia?

Possiamo
dare diverse risposte a questa domanda. La più semplice è che la Bibbia
cristiana (per
distinguerla dalla Bibbia ebraica, che coincide sostanzialmente con l’Antico
Testamento) è l’insieme di 73 libri,
suddivisi in Antico Testamento (A.T.)
e Nuovo Testamento (N.T.),
scritti da vari autori nell’arco di un millennio. Con una definizione più
teologica possiamo dire che la Bibbia è la testimonianza storico-religiosa del
popolo ebraico e delle prime comunità cristiane, dell’incontro di Dio con il
popolo di Israele e poi, attraverso Gesù cristo, con tutta l’umanità.
La
Bibbia è per i credenti la parola stessa di Dio, pur manifestata in forme ed
espressioni umane, legate all’epoca storica a cui si riferiscono. Ma, al di là
delle varie definizioni, non dobbiamo dimenticare che la Bibbia nasce nel contesto culturale e religioso ebraico,
che è lo stesso ambiente in cui sono vissuti Gesù e le prime comunità
cristiane. È quindi importante leggere la Bibbia nel suo contesto di
riferimento, senza forzature di nessun tipo.

“La mia è una considerazione puramente laica ma le
radici della nostra cultura sono nella Bibbia (…). La sua frequentazione ci
aiuta persino a leggere il giornale, a interpretarlo ed emendarlo” (Lorenzo Mondo, giornalista)
DI CHE COSA PARLA?
Il
messaggio che la Bibbia comunica è costituito dalle tradizioni di vita del popolo d’Israele,
di Gesù di Nazaret, delle comunità cristiane primitive. Tale contenuto, prima
di venire fissato nello scritto così come ora lo abbiamo, fu lungamente vissuto da
tutta la comunità, celebrato nel culto, riletto e adattato per le diverse
occasioni e situazioni di vita, ricevendo forme fisse per la trasmissione. Progressivamente venne fissato in
testi parziali, per assumere poi la forma definitiva di libri per l’uso interno
della comunità.

LE LINGUE DELLA BIBBIA
L’Antico
Testamento è scritto quasi tutto in ebraico. Fanno eccezione due
soli libri deuterocanonici scritti in greco, il libro della Sapienza e il
secondo libro dei Maccabei, oltre ad alcune parti scritte in aramaico. L’ebraico e l’aramaico
non appartengono al gruppo delle lingue indoeuropee, diffuse in quasi tutta
l’Europa, ma a quello delle lingue semitiche. Il Nuovo Testamento è invece
scritto in greco, la lingua culturale del tempo, e in aramaico
(la lingua parlata da Gesù), una lingua semitica simile all’ebraico (un po’
come l’italiano è simile allo spagnolo).
tratto da S. Bocchini, 175 schede tematiche per l’insegnamento della religione nella scuola superiore, EDB, Bologna 2010, pag. 179


